Il nuovo supervisore dell’area portieri è Fabrizio Capodici

C’è una nuova, importantissima novità nello staff tecnico della Talent Academy, la scuola di perfezionamento calcistico che porta a Torino giovani talenti da tutta Italia e li prepara al calcio professionistico. Il nuovo supervisore dell’area portieri è Fabrizio Capodici, un passato da portiere professionista nelle giovanili della Juventus e fino in serie B con il Piacenza, prima che un brutto infortunio ne stroncasse la carriera; un presente da preparatore dei portieri. Per quattro anni Capodici ha lavorato proprio con i giovani bianconeri, prima di accettare la richiesta della Cina Football Accademy, come allenatore dei portieri dell’Under 19 nel centro federale di Qinhuangdao. Oggi, tornato stabilmente in Italia, ha una sua scuola per numeri uno (la Keeplay Professional Soccer School), collabora con alcune società e soprattutto è il preparatore dei portieri delle nazionali italiane Under 16 e Under 18.

Fabrizio, come intendi impostare il lavoro?

“Prima di tutto devo dire che sono orgoglioso di lavorare con uno staff di così alto livello, cercherò di dare il mio contributo e portare la mia esperienza per far crescere ulteriormente i ragazzi, che comunque sono preparati molto bene. Il nostro deve essere un approccio globale, dobbiamo preparare i giovani a livello tecnico, atletico, coordinativo e motorio, nonché a livello mentale, per poter affrontare con competenza, determinazione e sicurezza gli impegni sportivi. L’obiettivo finale è quello di preparare i giovani portieri per aiutarli a inserirsi nelle squadre professionistiche”.

Come sta cambiando il ruolo del portiere?

“Il ruolo si sta evolvendo velocemente. Il portiere moderno deve essere in grado di usare in modo naturale i due piedi, su media e lunga distanza, e di rilanciare la palla con entrambi gli arti, nel modo più naturale possibile. Deve saper giocare di reparto, tenere le distanze giuste dalla linea difensiva, deve imparare a leggere le situazioni sia con possesso palla che con palla agli avversari, insomma il portiere moderno è integrato alla squadra, è un ruolo molto più complesso. Servono forte personalità e leadership, bisogna saper comunicare con i toni e i tempi giusti, per esempio non posso dire “uomo” o “solo” con lo stesso tono di voce”.

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