Vincenzo Catera: “Voglio offrire ai ragazzi l’occasione di emergere”

“Avere la possibilità di diventare un campione, oppure di non esserlo. È una frase in cui mi riconosco profondamente, perché rispecchia la realtà della terra dove sono nato e cresciuto, la Calabria, come di tutto il sud Italia. Lì non ci sono grandi occasioni, soprattutto per i giovani, non ci sono possibilità di esprimersi e di emergere. La differenza è proprio questa, avere la possibilità di diventare un campione, nel calcio come in qualsiasi altra attività. Io non posso garantire ai ragazzi che rappresento che diventeranno dei campioni, racconterei bugie. Ma posso, voglio offrire loro l’occasione di farcela”.

È così, Vincenzo Catera. Ti siedi a parlare di calcio – e ne sa, eccome se ne sa – e ti ritrovi a parlare di radici, di possibilità, di sogni, a parlare di vita a tutto tondo. Tondo come un pallone. Le nuvole in cui ci si perde a ragionare sono, sempre e comunque, quelle che gravitano su un campo di calcio. In erba sintetica, in erba naturale, o di terra battuta, con le gobbe e le buche, come quasi sempre al sud. Quei campi dove il giovane Catera si è fatto prima giocatore, poi allenatore e scopritore di talenti.

“La mia attività di scouting, di consulenza per le società professionistiche e di rappresentanza dei giovani talenti nasce dalla mia personale esperienza di calciatore – spiega Catera, che è arrivato fino alla Serie C con la maglia del Catanzaro – e da un progetto di vita. Tante volte mi è capitato di vedere dei giovani, dotati di buone qualità naturali, che avevano bisogno solo di opportunità per migliorare la propria formazione, per essere conosciuti e per diventare dei calciatori affermati. Le società dilettantistiche, soprattutto nelle regioni del sud Italia, non hanno sempre la possibilità di interagire con le società professionistiche e di offrire così ai giovani promettenti ciò di cui hanno bisogno per arrivare ai massimi livelli. Le abilità e la formazione di un giocatore sono la sommatoria di qualità naturali che devono essere perfezionate, poi valorizzate e utilizzate al meglio. Ecco allora delinearsi il mio progetto di vita: aiutare i ragazzi a crescere dal punto di vista sportivo e umano, consigliando loro di lavorare in strutture, accademie e società sportive all’avanguardia, e poi proporli al calcio che conta, per diventare dei professionisti e realizzare i loro sogni”.

LA STORIA

Vincenzo Catera inizia il suo lavoro con i giovani nel 1994, in Calabria, come istruttore e allenatore. La prima svolta, la più importante, avviene già nel 1999, quando si trasferisce a Torino: qui Catera affina la sua preparazione da “maestro di calcio” collaborando con la Torino International Soccer School e allenando un validissimo gruppo di giovani calciatori tra cui Amauri, Cacia, Sarli e tanti altri passati poi al professionismo. Terminata questa proficua collaborazione, Catera continua nella sua attività di allenatore, nelle più prestigiose società del torinese (dove allena giovanili e Prime squadre e ricopre anche il ruolo di direttore sportivo) e “in proprio” con lezioni individuali. In particolare, dura un decennio la collaborazione con la Scuola Calcio Gabetto, la società di Settore giovanile allora più importante del Piemonte. Nella città della Juventus e del Torino, Catera trova l’ambiente giusto e riesce a collaborare nel contempo con le società dilettantistiche e con quelle professionistiche (non solo Juve e Toro, ma Pro Vercelli, Novara, Alessandria, Cuneo…), coinvolte continuamente in amichevoli e provini.

Ma l’ambito d’azione di Vincenzo Catera non è mai locale. La sua attività di scouting si allarga a tutta Italia, con una rete di collaboratori che monitorano le migliori promesse in tutte le regioni d’Italia e organizzano raduni di selezione. E in tutta Italia possono andare a giocare gli stessi giovani calciatori, grazie ai contatti amichevoli con tutte le società di serie A, serie B e Lega Pro. 

Finora Catera ha allenato quasi un centinaio di ragazzi che sono approdati nel professionismo. Chi per vincere una Coppa del Mondo, come il giovane Ringhio Gattuso seguito in uno stage in Calabria. Chi per vivere una carriera da bomber a cavallo tra serie A e serie B, come Daniele Cacia, allenato invece per lungo tempo e rimasto legato da profonda amicizia a Catera: “Con Daniele ci sentiamo spesso, è un amico. Oltre a un grande carattere, ha un talento pazzesco, secondo me poteva fare anche di più, nella sua carriera, se non si fosse infortunato nel momento decisivo, quello del salto in serie A”. Tra serie B, Lega Pro e serie D ci sono tantissimi altri ragazzi seguiti per qualche allenamento, cresciuti in modo continuativo o gestiti direttamente fino al “salto” nel professionismo: “Se penso a quando, nel 1994, ho iniziato a lavorare con i giovani, ne è passato di tempo… E quanta strada è stata fatta…”

Tantissime sono anche le collaborazioni sviluppate negli anni, sia nell’attività di scouting – un nome per tutti: Christian Manfredini, ex ala di Chievo e Lazio – sia nelle società cui proporre i giocatori già pronti per il professionismo: da segnalare le attività di scouting svolte da Catera per il Livorno e per il Barletta. Lavorare nel mondo del calcio e aiutare i giovani a realizzarsi nel professionismo è, per Vincenzo Catera, “il sogno di un ragazzo diventato realtà”. Sapete quel è il segreto? Non accontentarsi mai, non sentirsi mai arrivato, non sedersi ad ammirare quanto fatto, ma guardare sempre al futuro. Se i ragazzi scoperti da Vincenzo Catera avranno la stessa ambizione, lo stesso coraggio e la stessa “fame”, arrivare nel professionismo sarà più facile. E altri sogni diventeranno realtà.

Vuoi saperne di più? Vai sul sito personale di Vincenzo Catera

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