Preparazione “on line” con un mister d’eccezione come Vincenzo Manzo

Vincenzo Manzo è un allenatore che non ha bisogno di presentazioni: sfortunato da giocatore (le giovanili tra Juventus e nazionali facevano prevedere una carriera in categoria superiori alla serie C, ma le ginocchia erano troppo fragili), vincente da allenatore, tra Novara, Como, Borgosesia, Chieri e Legnano. Un professionista della panchina, sempre votato alla costruzione e al gioco offensivo, preparatissimo sotto tutti i punti di vista, compreso l’aspetto fisico.

In questo periodo di inattività e in attesa della squadra con cui affrontare la prossima stagione, Manzo ha accettato di dare una mano alla Talent Academy: “Apprezzo molto il lavoro che stanno facendo alla Talent Academy, i ragazzi che ne fanno parte mi ricordano il mio percorso personale: a 13 anni sono partito da Salerno per venire a Torino a giocare, per quanto alla Juve, ma anche questi ragazzi lasciano le loro famiglie per cercare il sogno. Ragazzi seri, che lavorano bene. Se posso aiutarli, anche in piccola parte, perché no? Adesso che sono libero da altri impegni, mi dedico ben volentieri a loro”.

Manzo gestisce, seppur a distanza, la preparazione fisica dei ragazzi della Talent Academy, organizzando per loro allenamenti quotidiani: “Facciamo dei video allenamenti in diretta sulla piattaforma Zoom, tutti i giorni dal lunedì al venerdì alle 15.30. Una seduta di allenamento domestica, con delle bottiglie d’acqua al posto dei pesi, una scopa come bilanciere, due sedie per la panca, fischietto e cronometro del telefonino…”

Nel salotto di casa, o nel giardino per i più fortunati, con attrezzature domestiche, ma con assoluta professionalità: “Preparo delle sedute di allenamento ogni giorno diverse – continua Manzo – della durata di un’ora e mezza: gambe, busto, addominali, capacità aerobiche, facciamo tutto e alla fine il risultato è lo stesso. Le spedisco il giorno prima, in modo che possano prepararsi, e poi svolgiamo la seduta in diretta con tutti e 30 i ragazzi: li guardo mentre lavorano così posso intervenire e fare correzioni in tempo reale”.

Nulla viene lasciato al caso: “Guardiamo il peso e valutiamo la loro fatica con la scala di Borg (scala di percezione dello sforzo, chiamata anche scala RPE, serve per valutare la percezione soggettiva dello sforzo fisico in relazione all’entità o intensità dello stesso durante l’attività fisica, ndr). Tutti i venerdì alle 19 facciamo una video conferenza per valutare il lavoro della settimana, dico ai ragazzi come sono andati a uno a uno, loro stessi mi raccontano difficoltà e problemi. Cerchiamo di fare meglio possibile a mille km di distanza”.

Per ora, poco pallone: “Due volte a settimana facciamo 15/20 minuti di palleggi e controllo palla, ma li devo limitare perché sono in casa, rischiano di rompere qualcosa e anche di farsi male. Più avanti, per chi ne avrà l’opportunità, faremo anche della tecnica”.

L’importante è non avere fretta: “E’ un momento particolare per tutti – conclude Manzo -, i ragazzi devono rimanere in forma ma senza esagerare. Facciamo un lavoro di definizione, non di massa: se spingessimo troppo, ad agosto avrebbero bisogno di riposo, e invece devono essere pronti per andare in ritiro con le loro future società. Sperando ovviamente che si torni al più presto in campo”.

Commento

  • Se il costo orario e basso si puo fare . Ma se il cisto orario e di 10 euro va bene. Se e piu alto non ha senso. Se per il Settore giovanile ok , ma se per la Scuola Calcio no perche sono le Societa di Appartenenza che lo devono fare, perche pagano gia una retta annuale ( iscrizione intorno ai 250 euro) e il nome stesso li dice Scuola Calcio . Quindi loro Devono insegnare il Calcio ai bambini. Pio non penso che 6/7 ore diventi un grande palleggiatore. Inoltre con un costo. Stessa cosa con i Portieri.

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